LA DIGITALIZZAZIONE DEI MACRO PROCESSI DI GESTIONE DEL RISCHIO NELLE AZIENDE SANITARIE IN UNA LOGICA “ENTERPRISE”

IL SISTEMA HEALTHCARE ENTERPRISE RISK MANAGEMENT (HERM) PROPOSTO DALLA PIATTAFORMA INFORMATICA TALETEWEB

Gestire il rischio fa parte della governance e della leadership, ed è fondamentale per il modo in cui l’organizzazione viene gestita a tutti i livelli. Questo contribuisce al miglioramento del sistema di gestione. Gestire il rischio fa parte di tutte le attività riconducibili ad un’organizzazione e comprende l’interazione con le parti interessate. La direzione strategica e gli organismi di supervisione, devono assicurare che la gestione del rischio sia integrata in tutte le attività dell’organizzazione sanitaria e devono dimostrare la leadership e l’impegno (UNI ISO 31000).

Il modello di digitalizzazione del sistema Healthcare Entreprise Risk Management (HERM) proposto, si basa su due cambiamenti sostanziali: uno culturale/organizzativo e l’altro tecnologico.

Da un punto di vista organizzativo superando l’attuale visione “a silos” dei rischi aziendali, aggregando gli esiti delle analisi condotte dai risk owner (direzioni aziendali/unità operative), al fine di rappresentare i rischi in una visione univoca e prioritizzata, supportando così la Direzione Strategica e il Comitato di Gestione del Rischio aziendale nell’intraprendere le azioni di competenza.

Da un punto di vista tecnologico attraverso la realizzazione di una soluzione applicativa/piattaforma finalizzata alla gestione dei macro processi e dei processi di supporto, completamente integrata con il più ampio sistema informativo socio sanitario aziendale (SISS) del quale deve costituire un componente essenziale e strategico.

I processi di gestione del rischio, quasi sempre affidati a tecnostrutture aziendali, devono condividere informazioni, documenti, dati, utilizzare un’unica mappatura dei processi e modalità di identificazione, valutazione, ponderazione e trattamento dei rischi omogenee, in modo da restituire alla direzione strategica un quadro complessivo dei rischi stessi, dei relativi trattamenti e delle azioni di miglioramento.

La digitalizzazione del sistema HERM deve contribuire in modo sostanziale al raggiungimento di questi obiettivi.

Dedicaci solo pochi minuti del tuo tempo, leggi e/o scarica il modello e il sistema proposto sintetizzato in solo cinque slides.

Per ulteriori approfondimenti puoi contattarci ai seguenti recapiti:

Equipe srl: Tel. 0712867250-3; e-mail: gregorio.paccone@talete.net

IL SAFETY WALK ROUND IN POCHI PASSI

UNA MODALITA’ OPERATIVA COMPLETAMENTE DIGITALIZZATA PER I GIRI DELLA SICUREZZA

Il safety walk round (SWR) è una  modalità di valutazione di criticità e rischi, di derivazione aeronautica, che, come le valutazioni FMEA-FMECA, si sta notevolmente diffondendo ed affermando in medicina.

Ormai è considerata, tra le tecniche e metodiche proattive dei sistemi di gestione del rischio clinico, quella più efficace ed immediata e sta entrando progressivamente nei protocolli di monitoraggio di tutti i reparti delle strutture sanitarie.

D’altronde la metodologia del SWR, unitamente a quella dei “Bundle”, risponde in pieno a quanto disposto dalla sentenza numero 6386 del 3 marzo 2023 della Corte di Cassazione che ha di fatto definito la “lista degli oneri probatori a carico di strutture sanitarie e primari da produrre nei casi di contenzioso relativi alle infezioni nosocomiali”.

In questo articolo proponiamo una breve presentazione del nostro approccio metodologico e del nostro strumento informatico per la gestione del Safety Walk Round in una struttura sanitaria e socio-sanitaria, applicata proprio ai giri per la sicurezza per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA).

Per saperne di più guarda e/o scarica questa breve presentazione

LA TRANSIZIONE DIGITALE NELLE STRUTTURE SANITARIE E L’UTILIZZO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER IL MIGLIORAMENTO DELLA SICUREZZA E DELLA QUALITA’ DELLE CURE

“SMART-RSA: STRUTTURA RESIDENZIALE PER ANZIANI AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO DIGITALE”

La società “IL PICCHIO CONSORZIO DI COOPERATIVE SOCIALI CATTOLICHE – SOCIETA’ COOPERATIVA SOCIALE” e le società “KSENIA SECURITY SPA“, “EQUIPE SRL” e “SMA-RTY ITALIA SRL“, hanno recentemente costituito un’Associazione Temporanea di Scopo al fine della realizzazione del progetto “SMART – RSA

(domanda ID 63238 FINANZIATO A VALERE SUL BANDO “RICERCA E SVILUPPO PER INNOVARE LE MARCHE – PR MARCHE FESR 2021/2027 – ASSE 1 – OS 1.1 – AZIONE 1.1.1 – Intervento 1.1.1.1 – Incentivi alle imprese per attività collaborativa di ricerca industriale e sviluppo sperimentale negli ambiti della Strategia regionale per la specializzazione intelligente”)

SMART-RSA è il prototipo di una RSA supportata al meglio dalle attuali tecnologie digitali finalizzate a raggiungere un elevatissimo livello qualitativo di assistenza.

Insieme ai progettisti delle società partner, stanno lavorando ricercatori dell’Università Politecnica delle Marche con il compito di sviluppare ed addestrare gli algoritmi che conferiscono i valori aggiunti del Machine Learning, degli Algoritmi Predittivi, della Profilazione d`Utenza, della Valutazione del Rischio, della Visione Artificiale e dell`Interazione Vocale

SMART-RSA si articola su cinque livelli tecnologici.

  1. Domotica e Gestione d’Ambiente
  2. Monitoraggio della Persona
  3. Monitoraggio Parametri Clinici
  4. Intelligenza Artificiale (IA)
  5. Integrazione e Visualizzazione

il valore distintivo del progetto è l’integrazione delle diverse tecnologie in funzione delle specifiche esigenze di una RSA, mentre il valore aggiunto è nell`assimilazione dei risultati delle ricerche in ambito IA condotte dal consulente universitario

Per saperne di più scarica la breve presentazione del progetto

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tel. 071/2867250; e-Mail gregorio.paccone@talete.net

DEMATERIALIZZARE I “MODULI CARTACEI” NELLE ORGANIZZAZIONI SANITARIE: UN ASPETTO NON SECONDARIO DELLA TRANSIZIONE AL DIGITALE

La transizione al digitale delle aziende sanitarie non può prescindere da una radicale dematerializzazione della modulistica cartacea, ancora in uso in moltissime organizzazioni per registrare e comunicare dati ed informazioni legate, soprattutto, ai sistemi di gestione e ai processi realizzati dalle tecnostrutture

In questi mesi, grazie soprattutto al PNRR, proliferano le iniziative ed i progetti per favorire la transizione al digitale delle aziende sanitarie italiane.

La digitalizzazione dei processi e dei percorsi è ormai un’esigenza inderogabile e improrogabile per migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’outcome dei processi stessi.

L’informatizzazione, partita da tempo con i processi amministrativi, contabili e giuridici, si è ormai decisamente spostata verso la gestione integrata multifunzione e multiprofessionale dei dati sanitari, con la cartella clinica elettronica e il fascicolo sanitario.

Da questo intenso  proliferare di progetti, che coinvolge tutte le aziende sanitarie italiane e i grandi player dell’informatica sanitaria, sembrano, però, rimanere ancora fuori tutti i processi legati ai sistemi digestione e alle tecnostrutture quali ad esempio: risk management, qualità, sicurezza sul lavoro, ecc., solo per citarne alcuni tra i principali.

Eppure la maggiore produzione di “cartaceo” è da ascrivere proprio, in buona misura, ai sistemi di gestione e alle tecno-strutture afferenti la corporate e clinical governance. I cosiddetti “moduli cartacei”, nella maggior parte delle aziende, rappresentano ancora il principale strumento di registrazione e conservazione di una significativa quantità di dati e informazioni documentate e di comunicazione interna tra unità operative.

E’ noto a tutti gli operatori e al management delle organizzazioni sanitarie quanta inefficienza genera la gestione della modulistica cartacea anche quando il classici “moduli di carta” sono sostituiti da form realizzati con strumenti di video scrittura e/o da fogli elettronici scaricabili dall’intranet e/o da cartelle documentali locali e compilabili direttamente dal PC.

Ripercorriamo brevemente il ciclo di vita di un modulo cartaceo e i punti critici nella gestione dello stesso:

  • Il modulo deve essere prelevato da un raccoglitore: molte volte non si trova; molte volte non è quello aggiornato;
  • Il modulo deve essere compilato: molte volte non si compilano i campi indispensabili per cui l’informazione risulta parziale e incompleta; la grafia non sempre risulta leggibile;
  • Il modulo compilato deve essere riprodotto per l’inoltro: molte volte la fotocopiatrice è guasta o di difficile accesso;
  • Il modulo compilato deve essere recapitato ai destinatari interessati; va fatta una scansione e inviata via e-mail? Va consegnata a mano? Conseguenza grande perdita di tempo e carente comunicazione interna;
  • Il modulo compilato va archiviato per la conservazione: in caso di necessità risulta spesso difficile tracciarlo e rintracciarlo;
  • Si aggiunga che le informazioni documentate registrate su supporto cartaceo sono di fatto inutilizzabili per successive elaborazioni finalizzate al monitoraggio e analisi dei processi coinvolti.

Risulta evidente che la dispersione di risorse è elevatissima, ma soprattutto risulta inefficace la gestione della comunicazione interna.

Solo leggermente migliore è la situazione con form realizzati con sistemi di office automation risultando comunque complicata l’archiviazione in repository strutturati, la rintracciabilità, la comunicazione agli interessati, l’analisi dei dati ai fini del monitoraggio dei processi.

L’applicativo “Informazioni Documentate” del sistema informatico TaleteWeb si arricchisce di nuove importanti funzionalità e casi d’uso per dare una risposta concreta alle criticità prima evidenziate.

Per tutti i form, non rientranti nei casi d’uso già gestiti dai diversi applicativi della piattaforma TaleteWeb, è possibile configurare, con queste nuove funzionalità, delle schede (moduli) e delle tabelle elettroniche che consentono:

  • la compilazione direttamente tramite l’applicativo “Informazioni Documentate” dei dati e delle informazioni (dematerializzazione totale del cartaceo);
  • la produzione automatizzata di un allegato che si presenta del tutto identico al cartaceo in uso;
  • l’inoltro automatico dell’allegato, con un solo click, a gruppi predefiniti di utenti tramite la posta elettronica aziendale;
  • la conservazione delle registrazioni in cartelle strutturate e predefinite su TaleteWeb accessibili, in funzione della profilatura degli utenti;
  • la possibilità di rintracciare rapidamente lo storico delle registrazioni;
  • la possibilità di estrarre tabelle piatte in fogli elettronici e/o utilizzare il sistema di business intelligence interno, per analizzare i dati registrati nelle schede e nelle tabelle e produrre un reporting strutturato.

Una efficacissima funzionalità consente, inoltre, per ogni scheda o tabella, di generare automaticamente un link che assicura la rapida accessibilità degli utenti ai form elettronici, per una agevole e tempestiva compilazione. Il link può essere applicato in aree dedicate dei portali aziendali al posto di quelli utilizzati per scaricare gli attuali form e/o in altri siti di facile accesso per gli operatori.

Per queste funzionalità abbiamo utilizzato la stessa tecnologia del nostro potente configuratore di cartelle cliniche elettroniche e del nostro sistema di business intelligence.

Queste nuove funzionalità, inoltre, sono integrate nativamente con tutti gli altri applicativi della piattaforma TaleteWeb, pertanto, tutte le informazioni documentate sono immediatamente disponibili e richiamabili da tutti i processi gestiti da TaleteWeb, afferenti i diversi sistemi di gestione.

Se sei interessato contattaci subito potremo, insieme, configurare e testare gratuitamente un modulo da te scelto tra quelli attualmente gestiti, nella tua azienda, in modalità cartacea e/o con strumenti di office automation. Potrai così apprezzare l’enorme miglioramento nella gestione delle informazioni documentate e nella comunicazione interna.

TALETEWEB PRESENTA L’APPLICATIVO PER LA GESTIONE INFORMATIZZATA DEL PIANO REGIONALE DI PREVENZIONE (PRP)

PIANO NAZIONALE DELLA PREVENZIONE

Adottato il 6 agosto 2020 con Intesa in Conferenza Stato-Regioni il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 è lo strumento fondamentale di pianificazione centrale degli interventi di prevenzione e promozione della salute, da realizzare sul territorio e mira a garantire sia la salute individuale e collettiva sia la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, attraverso azioni quanto più possibile basate su evidenze di efficacia, equità e sostenibilità che accompagnano il cittadino in tutte le fasi della vita, nei luoghi in cui vive e lavora.

I PIANI REGIONALI DELLA PREVENZIONE

Come previsto dall’Intesa Stato Regioni 6 agosto 2020, tutte le Regioni e PA hanno predisposto il proprio Piano locale (Piano regionale di prevenzione-PRP). L’interlocuzione tecnica tra Ministero, Regioni e PA ha permesso di individuare e superare le criticità riscontrate nell’ elaborazione dei PRP.

LE PROBLEMATICHE DI GESTIONE DI UN PRP

La realizzazione di un PRP richiede, ad un’azienda sanitaria, una cabina di regia che possa far affidamento su procedure e strumenti di gestione che favoriscano la condivisione di dati ed informazioni, in modo trasversale, all’interno ed all’esterno dell’organizzazione sanitaria.

Ogni azione del PRP rappresenta, da un punto di vista del governo dei processi coinvolti, un progetto complesso che richiede una forte capacità di programmazione e monitoraggio sia degli obiettivi di esito che di quelli legati all’utilizzo di risorse.

Gestire la complessità derivante da un numero consistente di progetti complessi attivi, senza uno strumento informatico adeguato, diventa molto complesso e soprattutto dispendioso e poco finalizzante.

LA SOLUZIONE APPLICATIVA DI TALETEWEB – L’ESPERIENZA DELLA ASL DI TERAMO

Con il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Teramo, che utilizza già la piattaforma TaleteWeb per la gestione dei propri processi operativi, abbiamo realizzato un nuovo applicativo e delle funzionalità specifiche per la gestione integrata del PRP.

Il sistema realizzato utilizza tutte le funzionalità native della piattaforma TaleteWeb per la comunicazione e la condivisione di dati e documenti e aggiunge casi d’uso specifici per la gestione delle azioni (progetti complessi) mutuati dal proprio applicativo “Qualità 2015”

Per approfondimenti sul progetto e sull’applicativo scarica la presentazione:

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Progetto per la realizzazione di un modello organizzativo – informatizzato per la sicurezza e la qualità delle cure nella medicina territoriale

Oggi si parla tanto di “Medicina del territorio”, di telemedicina e di PNRR. Termini come “case e ospedali di comunità” stanno entrando nel linguaggio comune e l’esigenza di nuove competenze, come l’infermiere di famiglia, si sta affacciando prepotentemente in ambito socio-sanitario; ma ci stiamo preoccupando a sufficienza di come organizzare i processi al fine di garantire, comunque e in ogni caso, la massima sicurezza e la qualità delle cure in contesti completamente diversi dalle mura protettive di un” ambito ospedaliero”?

Ancora oggi nelle strutture ospedaliere si fa una gran fatica – e gli addetti ai lavori lo sanno bene – a far passare la cultura del rischio clinico e l’approccio alla qualità dei percorsi diagnostico- terapeutico- assistenziali. Immaginiamo quanto sarà complesso affrontare il discorso sul territorio, che fino a ieri è rimasto quasi ai margini in termini di Clinical Risk Management. Eppure, a partire dall’immediato futuro, sul territorio ci sarà un massiccio uso di tecnologie della comunicazione e dell’informazione(device, dispositivi, cartelle cliniche e dossier elettronici, ecc…) che, se non gestiti adeguatamente, potranno comportare eventi avversi e bassi standard qualitativi delle prestazioni erogate, con tutte le problematiche del contenzioso e delle responsabilità medico-legali annesse.

Al fine di dare una risposta effettiva a quanto sopra, l’idea è stata quella di progettare un disciplinare per la realizzazione di un “Sistema di gestione per la sicurezza e la qualità delle cure nella medicina territoriale ed in particolare per le case e gli ospedali di comunità”.

Il disciplinare potrà essere utilizzato anche per la valutazione dei requisiti e la certificazione di conformità rilasciata da organismi terzi accreditati.

I requisiti del disciplinare prevedono e mutuano tecniche, metodologie e tecnologie dell’informazione, dai sistemi di gestione del rischio clinico e della qualità, calandole, in modo personalizzato e semplificato, nelle specifiche realtà organizzative afferenti al “territorio” e applicabili a tutti i relativi setting assistenziali.

I requisiti sono coerenti e conformi al quadro normativo applicabile (L.24/2017, Raccomandazioni Ministeriali, ecc.), alle norme volontarie (ISO 9001, ISO 22301, J.C.I, ecc.) e, in particolare, ai requisiti generali e specifici previsti dall’accreditamento istituzionale delle diverse Regioni.

È stato, in sostanza, costruito un modello organizzativo informatizzato per la gestione del rischio clinico e della qualità nelle strutture socio-sanitarie del territorio con particolare riferimento alle problematiche gestionali, organizzative e tecnologiche indotte dai sistemi di telemedicina (televisita, teleconsulto, telemonitoraggio, teleassistenza) e dall’utilizzo massivo dei sistemi di digitalizzazione dei dati sanitari (fascicolo sanitario, dossier sanitario, cartella clinica elettronica territoriale, ecc.).

Il modello è stato sviluppato in assoluta continuità e omogeneità con il sistema ospedaliero di Risk Management e Qualità, da noi avviato e consolidato in oltre 58 strutture sanitarie italiane pubbliche e private di grandi e medie dimensioni.

Unitamente e parallelamente allo sviluppo del modello organizzativo informatizzato sono stati progettati corsi di formazione, in materia di Risk Management e Qualità, nella medicina del territorio, erogabili in presenza e in modalità e-learning, rivolti a tutti i portatori di interessi e specialmente agli operatori sanitari sulla sicurezza e qualità delle cure nella medicina di prossimità

L’attività formativa di cui sopra si va ad integrare con i corsi, già disponibili, rivolti alla formazione delle competenze dell’ infermiere di famiglia.

Gregorio Paccone

Ancona, 22 luglio 2022

Giornata Nazionale di Educazione e Prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari

Il Ministero della Salute ha firmato il decreto che indice la Giornata Nazionale di Educazione e Prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari il 12 marzo di ogni anno.

Alle Amministrazioni pubbliche, anche in coordinamento con gli enti e gli organismi interessati, spetta, in occasione della giornata, organizzare iniziative di comunicazione per promuovere una cultura che condanni ogni forma di violenza nei confronti dei lavoratori della sanità.

Secondo l’Inail, tra il 2016 e il 2020 sono stati accertati e codificati come violenze più di 12mila casi di infortunio. La maggior parte di essi è avvenuta in case di cura e ospedali e ad essere più colpite sono state le operatrici sanitarie.

Il Piano Nazionale di Prevenzione 2020-2025 ha previsto, pertanto, l’attivazione di una linea di intervento specifica che contribuirà ad alzare l’attenzione agli aspetti di progettazione e organizzazione del lavoro che, se non presidiati, possono favorire lo stress lavoro correlato ed episodi di aggressione nei contesti lavorativi.

Noi del gruppo TaleteWeb abbiamo sviluppato, nell’ambito degli applicativi “Rischio Clinico” e “SGSL”, delle specifiche funzionalità per la valutazione del rischio, per la prevenzione e per il miglioramento dei processi operativi e organizzativi che possono limitare gli atti di violenza a danno degli operatori.

Clicca qui per visualizzare la presentazione

EXECUTIVE MASTER DI RISK MANAGEMENT IN SANITÀ 2022

Grazie alla collaborazione nata tra Stoà (Istituto di Studi per la Direzione e Gestione d’Impresa), Methodo – Servizi integrati per la sanità e la nostra piattaforma TaleteWeb, prende vita il primo Executive Master campano di Risk Management, incentrato sulla cultura del rischio in ambito sanitario e rivolto prevalentemente a operatori di aziende sanitarie e professionisti del settore.

Lo scopo primario del master è promuovere una cultura aziendale del rischio, attraverso la relativa analisi dell’assetto normativo , l’utilizzo di metodologie e strumenti per gestire e valutare i fattori di rischio, l’approfondimento in tema di organizzazione, di risk assessment e di responsabilità civile e penale degli operatori sanitari (medici, infermieri, tecnici, amministrativi), la definizione di metodologie per la gestione dei sinistri, il confronto con le best practice italiane e internazionali e la gestione dell’human factor all’interno del processo di gestione del rischio clinico.

Il corso prevede l’adozione di un approccio sistemico e metodologico che permette ai partecipanti di acquisire nuove competenze, lavorando direttamente sul campo e promuovendo l’integrazione fra le varie figure professionali che operano sia in contesti ospedalieri che territoriali.

La formazione è affidata a docenti di eccellenza in ambito del Governo Clinico e includerà delle sessioni pratiche destinate all’utilizzo del software TaleteWeb per la gestione delle segnalazioni e delle conseguenti prese in carico.

Il percorso avrà una durata di 200 ore complessive in formula weekend, di cui 160 in aula e 40 in smart learning e si svolgerà presso la sede di Stoà, ad Ercolano (Na).

Per info e iscrizioni, consultare il sito Stoà – Istituto di Studi per la Direzione e Gestione di impresa.

CORTE DI CASSAZIONE E CONSENSO INFORMATO

La Corte di Cassazione, con la Sentenza n. 18283/2021, è tornata sul tema del Consenso Informato, accogliendo il ricorso di un paziente che aveva chiesto il risarcimento del danno contro l’Azienda Ospedaliera e il medico che lo aveva in cura.

La pretesa risarcitoria del ricorrente si fonda sulla condotta negligente del medico oculista che gli aveva somministrato una terapia farmacologica senza monitorarlo prima e dopo il trattamento stesso. Cosa che gli aveva procurato un’insufficienza renale. Il ricorrente sostiene, tra l’altro, di non essere stato correttamente informato, altrimenti avrebbe potuto scegliere di non proseguire il trattamento terapeutico prescritto e decidere di salvare la funzionalità epatica in luogo di quella visiva.

Già la Cassazione era intervenuta nel 2019 con la Sentenza n. 32124 affermando che “l’acquisizione da parte del medico del Consenso Informato costituisce prestazione altra e diversa da quella dell’intervento medico richiesto, assumendo autonoma rilevanza ai fini della eventuale responsabilità risarcitoria in caso di mancata prestazione da parte del paziente”.

Ci troviamo quindi in presenza di due distinti diritti. Infatti, il Consenso Informato riguarda il diritto fondamentale della persona ad esprimere una consapevole adesione al trattamento terapeutico proposto (Corte Costituzionale con Sentenza n. 438/2008).

Il Trattamento Medico Terapeutico attiene alla tutela del fondamentale diritto alla salute.

Nel dettaglio, l’informazione fornita dal medico in ordine al Consenso Informato dovrà riguardare il possibile verificarsi dei rischi di un esito negativo dell’intervento, e di un aggravamento delle condizioni di salute del paziente; ma anche il possibile mancato miglioramento.

Sempre secondo la Corte di Cassazione “la struttura ed il medico hanno il dovere di informare il paziente circa la natura dell’intervento, i suoi rischi, la portata di possibili e probabili risultati conseguibili, nonché delle implicazioni verificabili, esprimendosi in termini adatti al livello culturale dell’interlocutore, adottando un linguaggio a lui comprensibile, secondo il relativo stato soggettivo e il grado delle conoscenze specifiche di cui dispone”.

La Cassazione ha anche stabilito che “la valutazione dei rischi appartiene al solo titolare del diritto esposto, e il professionista o la struttura sanitaria non possono omettere di fornirgli tutte le informazioni necessarie”.

L’obbligo di acquisire il Consenso Informato dal paziente è a carico della struttura sanitaria e del medico; e a fronte dell’allegazione di inadempimento da parte del paziente sarà onere della struttura e del medico provare l’adempimento dell’obbligazione di fornirgli un’informazione completa ed effettiva sul trattamento sanitario e sulle sue conseguenze, senza che si possa presumere il rilascio del Consenso Informato sulla base delle qualità personali del paziente.

Infine, trattandosi di Danno Non Patrimoniale, la Cassazione ricorda che la prova del medesimo danno può essere fornita dal danneggiato con ogni mezzo e dunque anche a mezzo di presunzioni.

 

Articolo di: Corrado Moschitti